
Un percorso fatto di creatività, vicinanza e cura educativa ha attraversato il territorio dell’Ambito 12 di Valle Sabbia negli ultimi mesi grazie al progetto P.I.P.P.I., Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione, promosso da Comunità Montana Valle Sabbia, Capofila dell’Ambito, con il Servizio Minori e Famiglie, gestito da Azienda Speciale Valle Sabbia Solidale, in collaborazione con Cooperativa Sociale Area, che hanno ideato e gestito i laboratori. Il progetto, finanziato da risorse del Ministero tramite Regione Lombardia, si è articolato in quattro azioni complementari, capaci di coinvolgere bambini, genitori, scuole e comunità locali.
Un laboratorio per raccontarsi e creare legami
Tra le iniziative più partecipate, il laboratorio genitori–bambini Creo, taglio, incollo, coloro io e i miei mondi. Uso della parola, manualità e movimento. Un percorso genitori e figli per creare e raccontarsi il mondo delle relazioni ha rappresentato un’esperienza significativa sia per i piccoli che per gli adulti. Il percorso ha proposto attività artistiche e narrative pensate per rafforzare i legami familiari e stimolare la capacità di esprimersi attraverso il gesto, la parola e il gioco condiviso. Il laboratorio è stato condotto da una psicologa e un’educatrice in compresenza, garantendo uno sguardo integrato sulle dinamiche dei gruppi. Pur mantenendo una struttura metodologica comune, ogni gruppo ha trovato un proprio ritmo, modellato sulle caratteristiche delle famiglie partecipanti e sulle specificità delle comunità locali.
La scuola come spazio di vicinanza solidale
Il laboratorio Famiglie solidali si è declinato in tre momenti rivolti alle scuole dell’Infanzia dell’Ambito 12 e in particolare a: insegnanti, bambini e genitori. Il progetto è stato intitolato Chi trova un vicino, trova un tesoro ed è stato svolto in cinque scuole dell’Infanzia: Vestone, Nozza, Casto, Mura e Pertica Alta. L’obiettivo perseguito era di sensibilizzare famiglie, scuole e bambini sul tema della vicinanza solidale, sull’aiuto reciproco che famiglie abitanti nello stesso territorio si scambiano per affrontare i normali e molteplici compiti della vita quotidiana e sensibilizzare all’importanza di attivare “aiuti naturali” tra le famiglie, muovendosi nell’ottica della co-educazione.

L’intervento educativo domiciliare
Un altro pilastro del progetto è stato l’intervento educativo domiciliare, rivolto alle famiglie che necessitano di un accompagnamento più mirato. Gli educatori hanno lavorato direttamente nelle case, affiancando i genitori nella gestione quotidiana, nel rafforzamento delle competenze educative e nella costruzione di routine più stabili e rassicuranti per i bambini. Questo tipo di intervento ha permesso di instaurare una relazione di fiducia profonda, spesso decisiva per attivare cambiamenti duraturi.
L’azione di prossimità: una comunità che si fa vicina
Il percorso si completerà con un’azione di prossimità, ancora in fase di sviluppo, pensata per coinvolgere la rete informale del territorio: vicini, volontari, associazioni, figure di riferimento che possono diventare punti di appoggio per le famiglie. L’obiettivo è costruire una comunità più attenta e capace di attivarsi, riducendo l’isolamento e favorendo relazioni di sostegno reciproco. Il progetto P.I.P.P.I nell’Ambito 12 di Valle Sabbia ha mostrato come interventi diversi, ma coordinati, possano generare un impatto significativo sul benessere delle famiglie. Dalla creatività condivisa nei laboratori alla vicinanza costruita nelle scuole, fino al lavoro educativo nelle case, il filo rosso è stato uno solo: rimettere al centro le relazioni, perché è attraverso di esse che una comunità cresce e si rafforza.



