Che cosa succede quando l’apprendimento esce dall’aula e si mette in cammino tra alberi, fiori e sentieri? Nascono nuove domande, si affinano lo sguardo e la curiosità e, qualche volta, prendono vita persino degli gnomi. È quello che è accaduto alle bambine e ai bambini della classe terza della scuola primaria Mameli dell’IC Ovest 2 di Brescia, protagonisti di un percorso che ha unito metodo di studio, educazione ambientale e creatività.
Il percorso Imparare a imparare
L’idea è nata all’interno del percorso sul metodo di studio Imparare a imparare, uno dei laboratori a sostegno delle competenze di base e trasversali del progetto Scuola al Plurale, co-progettati e condotti dalle insegnanti insieme alle educatrici di sistema delle Cooperative La Nuvola nel Sacco e Il Calabrone durante l’a.s. 2025-26.
Nei primi mesi la classe ha lavorato sulle competenze che rendono possibile un apprendimento efficace: affrontare un testo, comprenderne il significato, selezionare le informazioni essenziali, organizzarle nelle prime mappe concettuali. Accanto a queste strategie, i bambini hanno sperimentato attività dedicate all’attenzione, alla comprensione e alla memoria, sviluppando strumenti da poter utilizzare progressivamente nelle diverse discipline.



Imparare in mezzo alla natura
Quando il lavoro si è intrecciato con le unità didattiche dedicate agli esseri viventi e alle piante, è nata l’idea di portare queste competenze fuori dall’aula. La visita ai sentieri di Urago Mella del Parco delle Colline di Brescia ha permesso ai bambini di mettere in pratica capacità di osservazione, ricerca e rielaborazione in un contesto reale. La giornata è stata realizzata anche grazie alla collaborazione del gruppo C.O.D.A. – Centro Operativo Difesa Ambiente, che ha offerto una preziosa testimonianza di impegno civico e di cura dell’ambiente e al signor Enrico, amante delle colline e custode per un giorno della classe terza, che ha accompagnato il gruppo alla scoperta del territorio del parco e del suo ecosistema.
Attraverso una caccia al tesoro botanica, attività di osservazione e momenti di esplorazione, i bambini hanno imparato a riconoscere alcune specie vegetali, a cogliere dettagli spesso invisibili a uno sguardo distratto e a leggere il paesaggio naturale con maggiore consapevolezza.
Tra le tappe della giornata anche Tibonia, un piccolo villaggio in miniatura ispirato all’immaginario tolkieniano, nato nel cuore del Parco delle Colline grazie alla passione e alla cura di Emanuele e Francesco. Le casette di legno costruite e custodite nel tempo non sono solo un elemento di fantasia, ma un invito a vivere il bosco con rispetto e attenzione, osservandolo come un luogo da conoscere e proteggere.
Su Tibonia campeggia una frase incisa nel legno che ne racchiude lo spirito: “Non è il bosco che ha bisogno dell’uomo, è l’uomo che ha bisogno del bosco.” Un messaggio che ha accompagnato l’esperienza dei bambini, aiutandoli a riflettere sul rapporto tra essere umano e natura e sul valore della cura degli ecosistemi.
Il rientro in aula
Rientrati in classe, il percorso è proseguito attraverso la rielaborazione creativa dell’esperienza. Ogni bambino ha inventato il proprio gnomo custode, scegliendone il nome attraverso un gioco con le lettere del proprio nome.
A ogni gnomo è stata affidata la protezione di una pianta, osservata e riprodotta a partire da tavole botaniche naturalistiche, e un potere speciale legato alla cura del bosco: far crescere le gemme, accompagnare le formiche nei loro percorsi, curare gli animali feriti, proteggere gli alberi o custodire gli equilibri della natura.
Gli gnomi sono diventati così il risultato di un percorso in cui conoscenze scientifiche, metodo di studio e immaginazione si sono incontrati. Le informazioni raccolte durante l’esplorazione del territorio si sono trasformate in storie e personaggi, permettendo ai bambini di sentirsi parte attiva nella tutela dell’ambiente.



La mostra “Uniti nell’arte”
Il lavoro realizzato dalla classe è stato poi condiviso con la comunità attraverso la mostra “Uniti nell’arte”, ospitata presso la Pieve di Urago Mella. Gli gnomi custodi e le loro piante sono stati esposti insieme al racconto dell’esperienza vissuta: un’occasione per restituire il percorso fatto, mostrando come didattica, osservazione del territorio e la creatività possano intrecciarsi e generare nuovi modi di sperimentare e raccontare la natura.
Un ringraziamento speciale oltre alle insegnanti Lina Capriglione e Milena Bozzo, a Marcello Scutra del gruppo C.O.D.A. – Centro Operativo Difesa Ambiente, per aver condiviso con la classe l’impegno dei volontari nella difesa del territorio; al signor Enrico, amante e custode delle nostre colline, che ha accompagnato i bambini durante la giornata offrendo loro uno sguardo attento sul bosco e a Michela dell’Azienda Agricola di Viale dei Gelsi per la disponibilità e la preziosa collaborazione.



Articolo a cura di Chiara Bartesaghi, educatrice di sistema IC Ovest 2, Cooperativa La Nuvola nel Sacco.
Il progetto Scuola al Plurale è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.or



