Tenere accesa la fiammella dell’umanità: Domenico Iannacone chiude il Festival So(g)no Rispetto

Si è chiuso con un incontro davvero speciale il Festival So(g)no Rispetto: al teatro Paolo VI di Prevalle abbiamo avuto il piacere di ospitare Domenico Iannacone, regista e autore televisivo, in dialogo con il professor Francesco Cappa.

Attraverso gli incontri e le storie raccolte nel suo lavoro, Iannacone ci ha raccontato i diversi volti dell’umanità. Da giornalista ha percorso una lunga strada per imparare ad avvicinarsi alle storie delle persone con delicatezza, “come se trattasse la sua anima stessa”.

Rispetto e ascolto profondo sono la chiave: chi ascolta le storie degli altri deve sapersi interessare davvero all’altro e assumersi la responsabilità di quell’incontro. È un pensiero che sentiamo molto vicino al lavoro che facciamo ogni giorno come cooperativa.

Sullo schermo sono passate la storia di Pierpaolo, che si prende cura dell’anziana mamma malata; quella di Mustafà, migrante a Rosarno, che dopo trent’anni in Italia vive ancora in condizioni “indegne”; le storie di Carmelo e degli altri ragazzi nati, cresciuti e diventati presto adulti in un quartiere difficile di Palermo; quella di Lorena, psicologa in pensione, che a Trieste si prende cura ogni giorno dei piedi dei migranti segnati dal duro percorso della rotta balcanica; e quella di Eugenia Carfora, preside a Caivano, che va a riprendere i suoi studenti porta a porta per non farli “disperdere” e lavora per rendere la scuola uno spazio bello e dignitoso, vincendo il degrado e il disinvestimento.

In una nuova “grammatica delle relazioni” possono trovare spazio l’umano, la vicinanza, l’ascolto rispettoso e il guardare in faccia l’altro: un gesto semplice e rivoluzionario al tempo stesso. L’umanità “si tiene accesa con una fiammella”, andando oltre l’indifferenza e partendo dalla consapevolezza della nostra stessa fragilità e del bisogno, di tutti e di tutte, di poter dare e ricevere aiuto.

Ringraziamo Domenico Iannacone e Francesco Cappa per la serata, e tutte le persone che hanno partecipato agli appuntamenti del Festival. Un ringraziamento speciale va alla Comunità Montana di Valle Sabbia e alla Fondazione della Comunità Bresciana, che sostengono il progetto “Una giusta vicinanza. Scuole in rete per lo sviluppo di una cultura della non violenza”, all’interno del quale è nato il Festival.