Segregazione scolastica: un dibattito per creare terreno comune di scambio

Il progetto Scuole al Plurale entra nel vivo delle attività attraverso un confronto fra partner (scuole ed enti del terzo settore) promosso dal Capofila Cooperativa Area, facilitato dalla docenza del Centro di ricerca sulle migrazioni (Cirmib) dell’Università Cattolica di Brescia, con lo scopo di creare un dibattito attorno al tema della segregazione scolastica e un terreno comune di scambio, a partire dai concetti fondamentali.

Se è possibile, in linea generale, definire la segregazione come il risultato di processi di discriminazione e separazione di una popolazione o di un gruppo sociale minoritario (e dei suoi membri) dal resto della collettività, la sua applicazione al contesto scolastico (ethnic school/class composition) assume caratteristiche peculiari, sia in termini descrittivi, che di cause ed effetti possibili.

Lo stesso utilizzo del termine in campo educativo, se a livello internazionale è diffuso a partire dal “Rapporto Coleman” del 1966, in Italia compare negli ultimi dieci anni, mentre precedentemente, anche a livello di ricerca, si sono utilizzate denominazioni meno marcate e che meno ponevano l’accento sulla separazione, come ad esempio “concentrazione” o “canalizzazione”.

Ci riferiamo pertanto alla segregazione scolastica in presenza di un’eccessiva percentuale di alunni con background migratorio concentrati in un medesimo istituto, plesso, classe, a una distribuzione non uniforme degli alunni di tale gruppo nelle scuole di un territorio, a una scarsa esposizione al contatto con altri gruppi. 

Tali elementi, marcatamente di tipo quantitativo, generano però degli interrogativi: è sufficiente focalizzarsi sulla percentuale di presenza di alunni con cittadinanza non italiana?

Com’è possibile slegare il dato quantitativo legato alla presenza, o alla concentrazione, dagli aspetti qualitativi, connessi anche al fatto che oggi la maggior parte degli alunni di origine straniera presenti in particolare nelle scuole del primo ciclo, è nato in Italia?

Le numerose ricerche oggi disponibili ci dicono che la segregazione scolastica è il frutto della combinazione di fattori sociali e di contesto (dinamiche migratorie, attrattività di alcuni territori, insediamento di famiglie e minori, dinamiche residenziali ed abitative), politiche educative (tipo di offerta di istruzione e formazione, barriere formali e informali di accesso), dinamiche psicosociali (competizione per i posti nelle scuole ritenute migliori, strategie di aggiramento delle famiglie “native”).

Se è possibile analizzare il fenomeno attraverso una pluridimensionalità delle cause, se guardiamo alla descrizione degli effetti emergono elementi caratterizzati da negatività: una scuola in cui prevale la segregazione è più esposta all’abbassamento della qualità dell’offerta formativa, a fenomeni di white flight, a problemi di inclusione scolastica, a maggiore turn over e disaffezione degli insegnanti.

Come uscire dal rischio dell’equazione alta concentrazione di alunni con cittadinanza non italiana = scuola segregata = rischi ed effetti negativi in termini relazionali di apprendimento, di tenuta degli insegnanti?

Ci sono però anche alcune ricerche qualitative che mettono in luce l’esperienza di scuole identificate come segregate rivelatesi laboratori di convivenza e sperimentazione di innovazione, anche didattica.

Come evitare, quindi, che il dato numerico metta in ombra i processi di integrazione scolastica che gli Istituti hanno messo in atto negli ultimi anni? E come narrare il processo di de-segregazione già in atto?

Il gruppo di coordinamento di Cooperativa Area, capofila del progetto, ha raccolto gli interrogativi emersi da questi primi step di confronto con l’intento di trasformarli in direttrici di lavoro da innestare nelle azioni che verranno sviluppate nel corso dei tre anni di progettazione.


Le due le giornate di confronto, sono state organizzate presso l’Università Cattolica di Brescia: l’8 febbraio seguendo la traccia stimolo de “La segregazione scolastica e le misure di de-segregazione” e il 21 febbraio, con focus sul tema “Gli indicatori di segregazione scolastica e come monitorare il fenomeno”.

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