Una settimana in Lapponia grazie a Erasmus+ Youth Exchange

Immagina di alzarti una mattina, aprire le finestre e vedere davanti a te un’immensa distesa di neve e alberi: una sensazione di pace, tranquillità e silenzio. Questo è quello che ho potuto vivere per una settimana in Lapponia, più precisamente a Vasatokka.

Ho avuto questa opportunità grazie alla cooperazione tra la Cooperativa Area, per la quale lavoro, e il GAL – Gruppo di Azione Locale Garda Valle Sabbia, attraverso i fondi stanziati dall’Unione Europea Erasmus+ Youth Exchange.

Ho potuto viaggiare in Lapponia con un gruppo di adolescenti per vedere e comprendere come funzionano le politiche giovanili.

Il primo giorno siamo arrivati nella struttura di accoglienza a Vasatokka, un complesso immerso nel verde appositamente creato per ospitare comitive di ragazzi, diviso in vari appartamenti separati e comprensivo di palestra, sale ricreative con giochi da tavolo, biliardo e carte, e stanze per incontrarsi accessibili a tutti.

I ragazzi finlandesi e italiani avevano già avuto la possibilità di incontrarsi per una settimana a Campione, sul Lago di Garda; quindi, il clima tra di loro era amicale e positivo. Questo ha potuto portare a uno scambio utile e fruttuoso per tutte e due le parti.

Visitando Inari abbiamo avuto la possibilità di conoscere la cultura Sami: abbiamo visitato il Parlamento Sami e parlato con una rappresentante delle consulte giovanili.

In Finlandia ogni cittadina deve avere per obbligo uno Youth Council, che vede coinvolti i ragazzi del paese nelle decisioni politiche dello stesso, i quali quindi partecipano alle riunioni comunali e hanno voce in capitolo per le scelte che il paese deve prendere.

Ogni consulta giovanile ha come partecipanti dei ragazzi dai 15 ai 28 anni. Dai 18 anni in poi si possono candidare come presidenti, in modo da poter raccogliere le idee che escono dal gruppo e riportarle alle riunioni comunali.

Abbiamo avuto la possibilità di visitare i centri giovanili di Kuusamo, Inari e Utsjoki. Di quest’ultimo, uno dei partecipanti ne era il presidente e ha quindi potuto raccontare nel dettaglio quello che vorrebbe per la sua comunità.

L’ultimo giorno i ragazzi hanno avuto l’opportunità di scrivere una lettera al Parlamento europeo, raccontando della loro esperienza e di cosa vorrebbero per il futuro.


Articolo a cura di Nicole Gorret, educatrice di Cooperativa Area